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Negli ultimi anni si è posto sempre maggiore interesse a colombi e piccioni che in alcuni casi raggiungono dimensioni di colonia elevate. Oltre a problemi legati all’imbrattamento di edifici con le loro deiezioni, vi sono problemi legati a questioni igienico sanitarie in quanto sono vettori di parassiti e patogeni che possono essere trasmessi all’uomo. Per tale motivo, oltre al fastidio che possono arrecare al privato cittadino, ci sono sempre più normative che richiedono alle aziende una tutela preventiva da questo “animale molesto”.

 

Cosa prevede la normativa italiana?

Risolvere un problema legato ad un’infestazione da piccioni non è cosa semplice. Il piccione è infatti ritenuto animale domestico e bene ambientale, esattamente come un cane o un gatto. Per tale motivo non è possibile intraprendere azioni di abbattimento, avvelenamento, detenzione o sterilizzazione a meno che non vi sia autorizzazione ufficiale emessa dal ASL di competenza.

 

Cosa possiamo fare?

L’unica strada da intraprendere è quella dell’allontanamento tramite l’impiego di strumenti di dissuasione.

  • Dissuasori a spilli
  • Dissuasori a rete
  • Dissuasori a filo
  • Dispositivi repellenti ad azione ottica
  • Dissuasori acustici come ultrasuoni
  • Zimbelli simil falchi
  • Incremento di predatori naturali

 

In un approccio di tipo IPM (Integrated Pest Management – Gestione Integrata degli Infestanti) viene effettuata un’ispezione e valutazione iniziale per decidere a quale strategia ricorrere. Si può infatti intervenire su più fronti:

  • Intervenire sull’ambiente eliminando le possibili fonti alimentari e attrattive
  • Intervenire sulla struttura limitando i punti di nidificazione e appoggio

 

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